Obama, una pesante leggerezza
Barack Obama è andato da Jay Leno, il popolarissimo anchor di seconda serata, erede del talk show di Johnny Carson. Ha detto che il suo score a bowling, 129, è appena degno delle paraolimpiadi, quelle dei disabili. Professionista rotto a tutte le intemperie, alla sua milionesima puntata e qualcosa, Jay Leno è sembrato sul punto di svenire.

La Casa Bianca ha dovuto poi scusarsi formalmente con Timothy Shriver, il presidente del comitato organizzatore delle olimpiadi dei disabili che i lettori del Foglio conoscono per le sue splendide prediche laiche contro l’aborto e l’eugenetica da noi pubblicate nel corso della campagna della moratoria. Avesse fatto Bush una gaffe simile, sarebbe incorso nella derisione beffarda e nel sovrano disprezzo dei piacioni benpensanti e correttissimi liberal di tutto il mondo, ma Obama se la caverà con molto meno perché è cool, è effettivamente molto figo anche quando riarma la cultura abortista ed eugenetica del fitness di massa americano, d’altra parte sa sorridere ed è un elegante fine dicitore capace di manipolare anche il vuoto, ove necessario.
Il problema è che la parte della chiacchierata dedicata all’economia si è risolta in una sfilza di piccole demagogie sui generosi bonus dei manager dell’Aig, la compagnia di assicurazioni foraggiata dallo stato; demagogie molto suadenti ma non del tutto persuasive, soprattutto quando il vecchio anchor alla vigilia della pensione, perfettamente a suo agio e molto professionale nel domandare, ha chiesto al presidente notizie di Tim Geithner, il prodigioso ex capo della Federal Reserve di New York, ora suo segretario al Tesoro, sotto il cui regno fiorirono incontrastati l’avidità di Wall Street e i contratti grassi che oggi scandalizzano l’America. Per soddisfare le aspettative seminate, e qualche esigenza pressante in campo economico e militare, Obama deve farsi venire un paio di buone idee. Perché le ultime a circolare sono quelle del predecessore, dislessico ma serio. Altrimenti di lui si comincerà a pensare che è un incantevole nulla.